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Governo Semipresidenziale

Forma di governo nella quale il Presidente gode di importanti prerogative tra cui l'indirizzo politico.

E' l'evoluzione della forma di governo parlamentare dualista.




Si distingue in:

A PREMINENZA DEL PRESIDENTE - FRANCIA

Davanti alla minaccia di un putsch militare, Coty, l'ultimo Presidente della IV Repubblica decise di affidare al Generale Charles de Gaulle il Governo, poteri di emergenza e la delega alla riforma costituzionale.

De Gaulle dovette tener conto delle pretese di Debré - fautore del parlamentarismo inglese - e dei ministri - invocavano il rafforzamento del Governo.



La Costituzione del 1958 sanciva:

- Limitazione delle prerogative regie

- Rafforzamento del Governo

- Presidente eletto dall'Assemblea

- Potere di scioglimento anticipato delle Camere.

Secondo De Gaulle, il vero capo dell'Esecutivo era il Presidente, dunque non esitò mai a far del Governo, il SUO Governo e del Primo Ministro, il SUO collaboratore, questo determinò nella gerarchizzazione della diarchia in favore del Presidente.

Un Presidente che viene eletto dall'Assemblea, è certo di contare con il sostegno di una consistente maggioranza parlamentare, diventando dunque arbitro dell'indirizzo politico. 

Con l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente nel 1962, vi fu il rischio di una divaricazione tra la maggioranza che ha eletto il Presidente e la maggioranza parlamentare.

Il leader dei socialisti Mitterrand, cercò di riequilibrare le maggioranza sciogliendo anticipatamente le camere, ma le successore elezioni premiarono ancora una volta l'opposizione, lui allora dicesse di intervenire "autolimitando" i propri poteri, avviando così una fase di Cohabitation.

La Coabitazione non ebbe le tragiche conseguenze che magari si attendevano ma era comunque necessario trovare misure volte a rendere tale divaricazione meno probabile, così che nel 2000 venne approvata la riforma costituzionale:

1. Mandato presidenziale venne ridotto da 7 a 5 anni

2. Le elezioni presidenziali dovevano precedere di poche settimane quelle parlamentari, assicurando una maggior corrispondenza tra gli organi.


A PREMINENZA DEL PREMIER: AUSTRIA

Quando il contesto storico non permette la trasformazione del Presidente in leader politico.

La costituzione austriaca del 1920 riconosceva al Presidente poteri virtualmente inesistenti affidando l'indirizzo politico al leader del Governo.

La riforma del 1929 cercò di rivedere la sua figura riconoscendogli importanti prerogative quali promulgazione delle leggi, nomina PM e scioglimento delle Camere, tuttavia un accordo tra forze borghesi e socialdemocratiche sancirono che tali potere dovessero essere accompagnati dalla controfirma governativa, riducendo la figura del Presidente a garante della continuità politica e governativa.

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